Imprenditoriali

Il welfare aziendale come nuovo modello d’impresa

Il welfare aziendale come nuova relazione industriale e modello produttivo di impresa e non solo una parziale risposta dall’arretramento di quello pubblico specie se si tratta di assistenza sanitaria integrata. È il tema di “Welfare for People”, seconda edizione del rapporto sul welfare occupazionale e aziendale in Italia promosso dalla Scuola di alta formazione in Relazioni industriali e di lavoro di ADAPT, fondata da Marco Biagi e dall’Osservatorio UBI Welfare di UBI Banca.

I risultati dello studio sono stati presentati questa mattina a Milano dal presidente del Consiglio di Gestione di UBI Banca, Letizia Moratti, e dal coordinatore scientifico di ADAPT, Michele Tiraboschi, con la partecipazione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e il Segretario Generale della CISL, Annamaria Furlan.

Lo studio nasce dall’attività continuativa di monitoraggio sull’evoluzione del welfare aziendale e occupazionale e per la seconda edizione si è concentrato sui fondi sanitari integrativi e sulla contrattazione collettiva nel settore della meccanica, con l’aggiunta dell’analisi condotta sul territorio di Brescia dopo quello di Bergamo della prima edizione.

Il rapporto evidenzia come il welfare aziendale debba essere visto come un nuovo modello produttivo e di impresa più che di
parziali risposte all’arretramento di quello pubblico. In particolare l’assistenza sanitaria integrativa, al centro dello studio, diventa centrale perché consente il miglioramento delle condizioni di salute dei lavoratori e va quindi a incidere sull’organizzazione e sulla produzione di impresa.

In particolare, il rapporto ha evidenziato la crescita dei fondi sanitari in termini qualitativi e l’orientamento a promuovere l’assistenza sanitaria integrativa di settore a scapito di quella integrativa aziendale.

Il gap tra offerta e domanda di servizi di welfare è un dato ormai acquisito in tutte le economie sviluppate, nella sola Italia si prevede che raggiunga i 70 miliardi di euro entro il 2025″, afferma Letizia Moratti. “La ricerca condotta nel rapporto ADAPT – UBI Banca conferma l’importanza che i servizi assistenziali avranno per l’ulteriore sviluppo dei sistemi di welfare e la conseguente sostenibilità sociale delle economie avanzate”.

“In controtendenza rispetto a quanti individuano nel welfare aziendale una debole risposta alla crisi del welfare pubblico – afferma Michele Tiraboschi, coordinatore scientifico di ADAPT – il rapporto ADAPT – UBI Welfare dimostra, alla luce di una ricca raccolta di contratti collettivi e fonti aziendali, la forte carica innovativa del fenomeno“.

Il welfare aziendale è poi particolarmente importante per le PMI, cuore dell’economia italiana, come ha ricordato Vincenzo Boccia, presidente Confindustria, secondo cui il welfare può diventare la chiave per l’abbassamento del cuneo fiscale. “Dobbiamo lavorare sul welfare e sullo scambio salario-produttività“, ha ricordato.

L’importanza del welfare aziendale è stata sottolineata anche dal segretario generale della CISL, Annamaria Furlan. “È un tema importantissimo che oggi fa parte di tanti contratti. Parlare di welfare aziendale significa parlare dei bisogni e delle aspettative dei lavoratori e delle loro famiglie“, ha commentato Furlan. “Si tratta di uno strumento di contrattazione molto importante che può collegare i bisogni dell’impresa, dei lavoratori e del territorio”.

(Fonte Repubblica.it)

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